Com’à fiore de miéntra
(trad.: come (a) fiore di mandorlo)
Viaggio dell’adolescenza nella poesia di Eugenio Cirese
un progetto di Roberto Barone
voce Lucia Minetti chitarra Roberto Barone
“Com’à fiore de miéntraâ€(come fiore di mandorlo) è un’opera in musica scritta dopo un lungo lavoro di lettura ad alta voce, realizzato da Roberto Barone con gli allievi di un istituto ad indirizzo musicale di Campobasso, sulla poesia di Eugenio Cirese(1884-1955), il più significativo poeta molisano del novecento.
Cirese nella sua opera poetica ha utilizzato una lingua frutto di una invenzione che scaturisce dall’uso delle diverse sonorità presenti nei tantissimi dialetti di un territorio grande come il Molise: è nata una sorta di “fonosfera†che ha consentito, in forma efficace e moderna, di raccontare l’umile grazia e la drammaticità di un mondo che, nonostante le trasformazioni vissute in Italia dall’avvento del fascismo al primo dopo guerra, conservava ancora integri i suoi particolarissimi codici culturali ed espressivi.
Pasolini fu talmente intricato dalla coerenza tra la forma e i contenuti con cui si esprimeva questo fenomeno da determinare, con la sua attenzione critica e quella di molti altri intellettuali dell’epoca, l’uscita di Cirese dall’ambito angusto della poesia dialettale.
Il lavoro, presentato in concerto nel 2004 da più di cento adolescenti e la magica vocalità di Lucia Minetti, utilizza undici liriche dell’ultimo Cirese elaborando il tessuto che si forma direttamente dalle sonorità dei fonemi creati dal Poeta in una musica difficilmente catalogabile in un genere definito e che vive in una terra di confine tra l’espressione della cultura popolare e il suo “ riuso sostenibile†nella contemporaneità dei linguaggi; “Com’à fiore de miéntra†è il titolo dell’ultima poesia-testamento scritta nel 1955 e composta di soli due versi: “Com’à fiore de miéntra/ schiude e murì†( come fiore di mandorlo/ schiudere e morire).
L’opera, scelta dal ministero dei Beni Culturali nello scorso novembre per essere inserita nelloâ€Atlante della poesia nazionale†con l’edizione di un libro con cd musicale curato da Vincenzo Lombardi , in fase di realizzazione dalla Squilibri editore di Roma, viene proposta in concerto da Lucia Minetti (una delle cantanti più sensibili e colte della musica italiana), Luca Spagnoletti (significativo esponente dell’arte musicale elettronica), Carlo Schneider (sassofonista eclettico e riflessivo) che proseguono con Roberto Barone (chitarrista e autore dell’opera) questo viaggio alla ricerca di quella verità interna alla poesia di Cirese che solo la parola tornata musica può svelare: dal 27 ottobre 2007, giorno della prima di questa nuova edizione dell’opera eseguita al teatro Savoia di Campobasso nell’ambito della manifestazione “l’ibrid’azione- parole in voceâ€, il lavoro è disponibile per essere distribuito.
Le scenografie e le luci sono di Mauro Presutti e Gianclaudio Piedimonte.
Come Fiore di Mandorlo è disponibile in duo, quartetto o sestetto
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(transl.: Like an almond flower)
A journey into the adolescence in the poetry of Eugenio Cirese
by ROBERTO BARONE
voice Lucia Minetti guitar Roberto Barone
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The Opera Like an almond flower is based on the poetry of Eugenio Cirese (1884-1955), the most important molisan poet of the XXth century. Realization of this opera proceeded a long preparation by Roberto Barone and the students of a music school in Campobasso. Cirese’s poetry is characterized by the use of language, which can be described as an invention. An invention based on a rich variety of dialectal sonorities that can be found in the molisean territory. A sort of “phonosphere” makes it possible, in an effective and modern way, to tell the humble grace and drama of a world that, despite the transformation Italy went through from the fascist period till the post war period, still maintained untouched in its personal, cultural and expressive codes. Pasolini was very intrigued by the coherence of form and content expressed in this poetry, so intrigued that he, and a vast group of intellectuals of the time, was determined in making Cirese’s poetry go beyond the limits of dialectal poetry. The work, executed by more than a hundred adolescents and the magic voice of Lucia Minetti, is built around eleven lyrics of the late Cirese shaping the weave directly from the sonorities of the phonemes created by the poet and giving form to a music hard to categorize to a particular style. The music lives at the border between the expression of popular culture and its sustainable reuse in contemporary expressive forms. Com’à fiore de miéntra is the title of the last poem-legacy, written in 1955 and is composed of only two verses: Com’à fiore de miéntra/schiude e murì (transl.: Like an almond flower/ to blossom and die). The opera, was chosen by the Ministero dei Beni Culturali to be part of the “national atlas of poetry”, published by “Squilibri editore” in a book and cd edited by Vincenzo Lombardi, as proposed by Roberto Barone with a group of musicians of different backgrounds that share with it its tension toward a continuous change and evolution.
Like a almond flower is available in duo, quartet or sextet
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